Italia, eccellenza Europea nell’economia circolare

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Sabato si è chiuso Circonomia, il Festival dell’economia circolare e delle energie dei territori, svoltosi ad Alba.

L’edizione 2021, apertasi con la presentazione del rapporto inedito “Dal dopo-Covid alla transizione ecologica: a che punto è l’Italia”, a cura di Duccio Bianchi (co-fondatore dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia), è stata l’edizione più ricca di sempre. Si sono alternati, infatti, oltre 100 relatori per 10 eventi in presenza.

L’economia circolare è il cuore della transizione ecologica e ciò significa produrre ricchezza utilizzando sempre meno materia, soprattutto sempre meno “capitale naturale”, e riducendo drasticamente la quantità di rifiuti, scarti, emissioni nocive per l’ambiente e per il clima.

Perché grazie all’economia circolare si può uscire dalla crisi post-covid

Lo scenario europeo indica con chiarezza che l’economia circolare per svilupparsi strutturalmente ha bisogno di un contesto economico vitale e dinamico: la “decrescita” insomma, felice o più spesso infelice, non è amica del “green”. Il declino italiano rischia dunque di compromettere i buoni risultati raggiunti e le stesse posizioni di leadership europea occupate in particolare dal Nord italiano in tema di economia circolare.

Inoltre sul futuro “green” dell’Italia potrebbero pesare negativamente sia il divario socioeconomico tra Nord e Sud nonché arretratezze e problemi cronici di tutto il Paese: dall’inefficienza generalizzata della pubblica amministrazione, alla debolezza dei sistemi della ricerca e della formazione universitaria, al forte radicamento dell’economia delle “ecomafie”, ai ritardi nelle dotazioni infrastrutturali che investono anche settori ambientalmente strategici.

L’Italia però soddisfa molte “pre-condizioni” per essere un leader globale nell’economia verde circolare. Quindi, destinare alla transizione ecologica la fetta più grande delle risorse del “Pnrr”, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che dettaglia gli interventi finanziati grazie al Next Generation EU, e spendere presto e bene questi miliardi, per il nostro Paese è giusto nell’interesse della lotta alla crisi climatica e al degrado ambientale ed è utilissimo per dare gambe più forti alla nostra “ripartenza” economica dopo anni di recessione o stagnazione e dopo i mesi terribili della pandemia.

Il recupero da questa nuova e devastante crisi dovrebbe essere l’occasione per un cambio di paradigma e per un cambio di marcia verso la sostenibilità economica e sociale. Dal dramma della pandemia – dramma sanitario, sociale, economico, piscologico – si uscirà comunque, ma ciò che aspetta gli italiani all’uscita dal tunnel – quanto benessere, quanta fiducia nel futuro – dipenderà in misura non piccola proprio dall’intensità di “green” del dopo-Covid.

Italia meglio di Germania e Olanda

L’Italia ha un punto di forza proprio in uno dei due ambiti cruciali e innovativi del futuro (l’altro è quello digitale dove non può aspirare ad alcuna leadership), quello dell’economia circolare e della decarbonizzazione: un punto di forza particolarmente vivo e radicato nelle regioni del Nord dove vi è un più evoluto tessuto industriale e una maggiore capacità di ricerca e innovazionee ma estesa a tutto il Paese, che può offrire nuova linfa e contenuti alla tradizione del bello – dal bel Paesaggio, al bel design, alla bella ospitalità – così associata all’Italia e ai suoi diversi territori.

L’Italia nel suo insieme e la macroregione del Nord italiano costituiscono l’eccellenza europea nell’economia circolare, più ancora di Paesi come la Germania e l’Olanda abitualmente celebrati come i più avanzati quanto a sostenibilità ambientale e capacità di eco-innovazione delle rispettive economie.

In particolare, se le regioni del Nord fossero uno Stato – e lo stesso vale per quelle del Centro –sarebbero al primo posto nel ranking costruito su 17 indicatori-chiave di economia circolare. Tasso di riciclo dei rifiuti, consumo di materia procapite, tasso di circolarità di materia ed efficienza d’uso delle risorse (energia, materia, rifiuti): qui gli elementi di forza delle Regioni del Nord, come anche dell’Italia in generale.

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