L’economia circolare necessaria per la lotta ai cambiamenti climatici

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E’ quanto evidenziato dal nuovo Quaderno dell’Alleanza per l’Economia Circolare presentato a Milano da Giacomo Salvatori di Agici Finanza d’Impresa

Se non si rilancia l’economia circolare non si raggiungono gli obiettivi di difesa del clima. Ma, anche solo limitandosi a centrare i target di riciclo, nell’Unione europea è possibile una riduzione di 477 milioni di tonnellate di gas serra, più del totale delle emissioni italiane. Un dato, a cui si arriva sommando una serie di azioni virtuose.

L’unico modo per ridurre il riscaldamento globale e raggiungere una neutralità climatica entro il 2050 è, infatti, quello di attivare i processi di economia circolare nei settori chiave dell’economia come food, chimica, trasporti, moda e tessile, energia e utility, costruzioni.

Che cosa dice il report

L’analisi del nuovo Quaderno dell’Alleanza per l’Economia Circolare “Economia circolare e mitigazione del cambiamento climatico”, sottolinea come la combinazione tra economia circolare e cambiamenti negli stili di vita rappresenta una strategia di mitigazione efficace sia in termini di riduzione delle emissioni che in termini di costi.

Secondo l’Agenzia Ambientale Europea le azioni circolari nei settori non energetici “possono avere un impatto prezioso sulla riduzione dei gas serra in tutti i settori”, destinati ad aumentare nel tempo: il potenziale di abbattimento è stimato al 2-4% al 2030 e a circa il 10-18% al 2050.

Ad esempio ogni tonnellata di plastica rigenerata invece che incenerita permette di risparmiare l’equivalente delle emissioni annuali di un’auto. E una riduzione nell’estrazione di materie prime del 28%, può portare a una riduzione del 63% delle emissioni, garantendo una crescita economica dell’1,5%.

Giacomo Salvatori, coordinatore dello studio, ha affermato: “La nostra ricerca dimostra che in ogni settore industriale esistono strategie che possono coniugare efficienza nell’uso delle risorse materiali, riduzione delle emissioni climalteranti ed efficienza economica: il vero punto d’incontro di economia circolare e mitigazione del cambiamento climatico. C’è però ancora molto da fare per quantificare l’effettivo potenziale di riduzione delle emissioni di queste strategie, che va valutato caso per caso, e per identificare le politiche che possono abilitare la circolarità come strumento chiave in vista dell’obiettivo di neutralità climatica al 2050”.

Le strategie prioritarie nei diversi settori

Per quanto riguarda il settore dei trasporti, essi generano emissioni che sfiorano il 16% di quelle complessive. In Europa la percentuale sale al 25%, con un aumento del 21% nel 2019 rispetto ai livelli del 1990. E’ necessario agire con decisione. La decarbonizzazione può avvenire da un lato sviluppando modalità più efficienti, e dall’altro modificando i comportamenti.

Positivo il fatto che le nuove flotte di treni (alta velocità e regionali) sono state concepite per avere indici di riciclabilità tra il 94% e il 97% e performance energetiche del 30% migliori rispetto alla generazione precedente di treni. Nel Frecciarossa 1000 oltre il 20% dei materiali viene dal riciclo ed è possibile sfruttare pienamente l’energia elettrica recuperata in fase di frenatura (si recupera in media il 15% dell’energia).

Varie le altre proposte in campo: dall’aumento della mobilità dolce (infrastrutture ciclabili e pedonali); al rafforzamento del trasporto collettivo; al sostegno allo sharing; all’aumento della quota di trasporto elettrica.

Entro il prossimo dicembre la Commissione Europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, presenterà i dettagli della nuova normativa Euro 7 sulle emissioni dei veicoli che circoleranno all’interno dell’Unione. Un gruppo di esperti è al lavoro da settimane, all’interno del comitato Clove, per stabilire quanto sarà maggiore la severità rispetto all’ultimo protocollo Euro 6. Pur senza ufficialità, tuttavia, c’è tensione tra i costruttori e i decisori continentali: i primi credono che l’Euro 7 ucciderà i motori a combustione, i secondi sono convinti che tutto andrà per il meglio.

I nuovi standard riguarderanno 100 milioni di auto a benzina e a gasolio che verranno vendute nell’unione europea a partire dal 2025, data di entrata in vigore del sistema.

Il settore dei materiali da costruzione, invece, che comprende la produzione di cemento, calce, mattoni, piastrelle e vetro, ha rappresentato nel 2019 il 2,7% delle emissioni nazionali totali (il 2,1% in Europa). Ebbene, considerando sia la fase di costruzione che di demolizione, il risparmio complessivo di emissioni può garantire un taglio del 35-40% fino ad arrivare addirittura al 60%.

Food e Abbigliamento

A livello globale le emissioni derivanti dalla produzione e dal consumo di cibo ammontano a circa un terzo del totale. E l’Europa ha deciso di impegnarsi per abbatterle. La strategia Farm to Fork, che fa perno sul ruolo e sulle potenzialità della bioeconomia circolare, dà un contributo fondamentale al processo di transizione ecologica del settore agricolo.

Tra i suoi obiettivi vi è il raggiungimento del 25% della superficie agricola destinata al bio entro il 2030; il dimezzamento degli sprechi alimentari pro capite entro il 2030; lo sviluppo della produzione di biogas da rifiuti agricoli; il passaggio a una dieta con più frutta e verdura e meno carne rossa. La realizzazione di questi obiettivi può portare a una riduzione, a livello globale, di 7,2 giga tonnellate di CO2 all’anno (il 20% del taglio necessario al 2050). 

Per quanto attiene al settore dell’abbigliamento, sarà importante al fine della riduzione delle emissioni di gas serra l’uso di un migliore mix di materiali come le fibre riciclate, la riduzione degli imballaggi, i materiali riciclati e più leggeri, la minimizzazione dei resi e la riduzione della sovrapproduzione.

Inoltre anche i comportamenti di consumo sostenibili potrebbero contribuire al 21% dell’abbattimento delle emissioni di gas serra grazie ad un maggiore uso di modelli di business circolari come: affitto, rivendita, riparazione degli indumenti, aumento del riciclo e della raccolta.

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