Audrey Hepburn: eterna icona

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Audrey Hepburn nacque in Belgio, a Ixelles il 4 maggio 1929. Durante la sua infanzia ha sofferto molto per l’abbandono del padre, simpatizzante nazista, a cui si aggiunge il periodo difficile durante l’occupazione tedesca. Il suo sogno fin da bambina era diventare una ballerina, studiò al conservatorio per sei anni fino a raggiungere il suo obiettivo nel 1944. Si trasferì a Londra e iniziò a prendere lezioni da Marie Rambert, che però infranse il suo sogno dicendole che non era abbastanza alta e portava su di sé i segni della malnutrizione del periodo nazista, non avendo pertanto nessuna chance di diventare prima ballerina. Senza lasciarsi scoraggiare si dedicò alla recitazione, facendo esplodere la sua carriera.

(Photo by Paramount Pictures/Archive Photos/Getty Images)

In poco tempo è divenuta un esempio di stile, eleganza, femminilità e classe senza tempo, tutt’oggi ammirata e imitata.

Memorabile il suo provino per il film “Vacanze romane”. Dopo aver letto le sue battute dal copione le fu detto che la scena era finita e che poteva rilassarsi. In realtà la cinepresa era ancora in funzione e catturò la genuinità di Audrey che, sorridente ed emozionata, chiedeva come era andata. La sua reazione così spontanea convinse il regista che lei era la sua “Principessa Anna”. Dopo due anni quella brillante interpretazione la portò a vincere l’Oscar come  “Miglior Attrice Protagonista”.

Successivamente fu chiamata ad interpretare la protagonista del film “Sabrina” il cui guardaroba era affidato allo stilista Givenchy. Quando gli fu detto che la signorina Hepburn voleva incontrarlo, Givenchy pensò a Katharine Hepburn, invece era Audrey, ma non ne rimase deluso. La loro amicizia è durata per tutta la vita.

(Photo by Donaldson Collection/Michael Ochs Archives/Getty Images)

Verso la metà degli anni 50 era diventata una delle migliori attrici di Hollywood.

Diversi sono stati i ruoli da lei interpretati, ma quello di Holly Golightly in “Colazione da Tiffany” è considerato una delle figure più incisive e rappresentative del cinema statunitense del XX secolo, quello che le regalò la maggior fama. In realtà per la Hepburn non fu semplice, tanto che in un’intervista dichiarò: «Sono un’introversa. Interpretare una ragazza estroversa è stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto».

Inizialmente il regista aveva scelta Marilyn Monroe per il ruolo di Holly, ma l’attrice rifiutò poiché il ruolo non giovava alla sua immagine.

(Photo by Silver Screen Collection/Getty Images)

Senza dubbio indimenticabile il tubino nero di Coco Chanel, ricreato per lei da Givenchy, ormai considerato uno dei capi di abbigliamento più iconico e imitato nel tempo, che indossa nella scena iniziale del film.

Ciò che riflette la sua bellezza è senza dubbio la semplicità e l’eleganza innate, accompagnate da quei suoi occhi da cerbiatta e dall’aria innocente, di cui ne ha fatto una chiave di vittoria. Come lei amava spesso ripetere: «l’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai».

Dopo la separazione dal primo marito, che le aveva regalato un cerbiatto comparso nel film “Verdi dimore”, conobbe lo psichiatra italiano Andrea Dotti di cui si innamora e con cui si sposò ed ebbe il suo secondo figlio, Luca Dotti. Ritiratasi dal cinema si trasferì a Roma, dove dichiarò: «Sono un’italiana in tutto e per tutto ormai».

(Photo by Daily Express/Pictorial Parade/Archive Photos/Getty Images)

Divenuta ambasciatrice dell’UNICEF dedicò il resto della sua vita ad aiutare i bambini bisognosi, fino a quando, di ritorno da una missione umanitaria in Somalia, scopre di essere malata e di lì a poco, il 20 gennaio 1993, si spegne nella sua dimora in Svizzera, raggiunta grazie al suo amico Givenchy. Da sempre musa ispiratrice del suo amico Givenchy, ispirò gli animatori di Walt Disney per disegnare Belle della “Bella e la Bestia” e Aurora della “Bella addormentata nel bosco” rendendola così una principessa.

Giorgia Massanisso (Liceo Classico D. Alighieri Latina Progetto Alternanza scuola lavoro)

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