ENI A EXPO DUBAI PER UNA TRANSIZIONE ENERGETICA

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Eni, in qualità di “Platinum Sponsor” del Padiglione Italia, partecipa a Expo 2020 Dubai dove racconterà la propria strategia di decarbonizzazione

A Expo 2020 Dubai Eni racconta la propria strategia di decarbonizzazione attraverso l’innovazione su tutta la filiera energetica che va dall’Upstream al Downstream. Ricerca scientifica e innovazione tecnologica sono i temi che contraddistinguono e identificano, da sempre, il DNA aziendale rendendo Eni riconoscibile in ogni sua attività nel mondo.

L’impegno di Eni nella transizione energetica si concretizza nella scelta di puntare sull’innovazione tecnologica per trovare nuove soluzioni per la produzione di energia al più basso impatto carbonico.
Infatti, grazie alla collaborazione con oltre 70 Università e Centri Ricerche nel mondo, Eni sta sviluppando nuove tecnologie in ambito di decarbonizzazione, energie rinnovabili ed economia circolare.

Il progetto espositivo “Braiding the future”

Eni è presente all’interno del Padiglione Italia con un allestimento posto in prossimità dell’ingresso principale dello spazio espositivo e sospeso a tutta altezza su uno specchio d’acqua. Realizzata dallo studio di architettura e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota, l’installazione ricrea in chiave artistica una coltivazione di microalghe attraverso una cascata di liane tecnologiche, lunghe fino a 20 metri.

Dentro ognuna di esse scorrono le microalghe, illuminate a LED, che vanno a formare un ampio circuito di foto bioreazione. I fasci LED, incorporati in ogni tubo favoriscono, infatti, il processo di fotosintesi e consentono la crescita delle microalghe.


Il circuito trasparente diventa così una spettacolare presentazione del processo biologico di crescita delle microalghe nel fotobioreattore, dove nutrendosi di CO₂ questi organismi unicellulari producono composti ad alto valore nutrizionale e non solo.

Servono alleanze per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Una triangolazione tra Italia e Africa che passa attraverso gli Emirati Arabi Uniti, rafforzando le opportunità di sviluppo nel primo caso e la cooperazione nel secondo.

“Eni è presente in Africa dal 1952 per creare valore a lungo termine. Vendiamo circa il 71% del nostro gas per il consumo domestico. I nostri impianti danno accesso all’energia a più di 20 milioni di persone.” È quanto detto da Alberto Piatti, Responsabile Sviluppo Sostenibile di Eni.

“Più di 600 milioni di persone in Africa Subsahariana non hanno accesso all’energia. Dobbiamo permettere a queste persone di avere accesso all’energia per migliorare e promuovere lo sviluppo sostenibile, in termini di istruzione, salute, acqua, servizi igienici e diversificazione economica”.

“Anche la sinergia tra pubblico e privato, negli aiuti allo sviluppo è fondamentale, senza questa alleanza non potremo risolvere i problemi più urgenti del nostro tempo. Ecco perché lavoriamo insieme con i Paesi nel quadro dei piani di sviluppo e in accordo con l’Agenda 2030” ha concluso Alberto Piatti, intervenuto all’High Level Meeting, organizzato dall’Ufficio Generale del Commissario italiano per Expo 2020 in collaborazione con la Camera di Commercio di Dubai, Confindustria e l’Italian Trade Agency(Ita).

L’impegno di Eni in Medio Oriente

La partecipazione a Expo 2020 Dubai permette all’Italia di consolidare il suo ruolo nell’area del Mediterraneo, rafforzando la relazione interculturale tra Europa e Medio Oriente. Sebbene la presenza storica di Eni nella regione risale agli anni Cinquanta, quando Enrico Mattei iniziò ad avviare le prime collaborazioni con i Paesi produttori, la società è già attiva da tre anni in Medio Oriente con attività che spaziano dall’esplorazione, allo sviluppo, alla raffinazione.

Oggi l’area, oltre a essere un leader globale nell’Oil & Gas, si sta imponendo anche nell’ambito delle rinnovabili e dell’innovazione tecnologica green.

In particolare negli Emirati Arabi Uniti, grazie alla partnership con ADNOC, Eni dal 2019 ha ampliato e diversificato il proprio portafoglio delle attività di raffinazione e trading, mentre nel 2020 ha lanciato una partnership per la ricerca nella realizzazione di soluzioni tecnologiche low-carbon avanzate finalizzate alla riduzione, cattura, utilizzo o stoccaggio della CO 2 .

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