IL MISTERO SULLA MORTE DI COBAIN: 27 ANNI SENZA KURT

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IL PRESUNTO SUICIDIO

“Nirvana’s Cobain dead” così il Seattle Times, ormai 27 anni fa, dava a milioni di fan la notizia del suicidio di Kurt Cobain. L’8 aprile 1994, alle 8.40 del mattino, il frontman dei Nirvana fu trovato morto nella serra presso il garage della sua casa sul lago Washington, a Seattle, da un elettricista della ditta Veca Electric: Gary Smith che si trovava sul posto per istallare l’illuminazione di sicurezza. Al momento del ritrovamento Kurt stringeva con la mano sinistra la canna del fucile a pompa modello Remington M-11 calibro 20 poggiato sul suo petto, Smith dichiarò di non aver rinvenuto grandi quantità di sangue sulla scena, ad eccezione di quello che fuoriusciva dall’orecchio sinistro e dal naso di Cobain. Le successive indagini confermarono poi che si trattasse di suicidio e l’autopsia individuò come causa della morte <<un colpo di fucile autoinflitto alla testa>>. Gli esami tossicologici rilevarono inoltre un’altissima dose di eroina nel suo sangue al momento della morte, circa 1,52 milligrammi per litro, pari tre volte alla dose letale. Infine il rapporto ufficiale della polizia di Seattle dichiarò che Kurt era morto probabilmente nel pomeriggio di martedì 5 aprile 1994. Sul luogo del suicidio vicino al corpo, oltre al fucile da cui era partito il colpo, furono rinvenuti anche gli occhiali neri di Cobain, la sua patente e una scatola di sigari contenente siringhe, eroina e tutto l’occorrente per consumare sostanze stupefacenti.     

CHI HA UCCISO KURT COBAIN?

(Photo by Frans Schellekens/Redferns via Getty Images)

In un interessante documentario del 2017 intitolato chi ha ucciso Kurt Cobain? Tom Grant, investigatore privato assoldato dalla moglie del cantante eleaderdel gruppo rock Hole, Courtney Love, analizza dalla sua prospettiva gli ultimi giorni di vita di Cobain. Grant, che era stato ingaggiato da Courtney per ritrovare il marito dopo la sua fuga dal centro di riabilitazione Exodus Medical Center di Los Angeles, mostra alcune incongruenze nelle indagini condotte dalla polizia di Seattle. Come l’assenza d’impronte sul Remington M-11 eil fattoche il fucile si trovasse in una posizione innaturale per una persona che si era sparata; inoltre con la quantità di eroina presente nel sangue al momento del suicidio, tre volte superiore alla dose letale, Kurt non avrebbe avuto neppure la forza fisica di allacciarsi le scarpe, figuriamoci di spararsi. Secondo le indagini, invece, sulla scena del suicidio, Kurt, dopo essersi iniettato la droga, avrebbe avuto la forza di risistemare l’occorrente per consumare la sostanza nella scatola di sigari ritrovata poco distante dal corpo e in seguito di spararsi. Un altro dettaglio che non convince l’investigatore è quello della presunta lettera d’addio che Kurt avrebbe scritto prima di suicidarsi, Grant lo vede più come un addio alla musica che alla vita, senza togliere che la parte finale della lettera sembra essere scritta da una mano diversa da quella di Cobain. Nella lettera, divisa in due parti, il frontman si rivolge all’amico immaginario della sua infanzia “Boddah” citando anche la canzone Hey Hey, My My (Into the Black) di Neil Young: «It’s better to burn out than to fade away» ovvero è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente. Nella parte finale Kurt chiede a Courtney di andare avanti, per Frances, figlia che aveva avuto dal matrimonio con la rockstar, perché la sua vita sarebbe stata molto più felice senza di lui. Nel docu-film Tom Grant esprime anche i suoi sospetti sulla moglie Courtney Love; dalla quale sembrava che Kurt volesse divorziare e far togliere dal suo testamento.

(Photo by Kevin Mazur/WireImage)

Nonostante il caso sia stato archiviato come suicidio sono ancora molte le cose che non sappiamo sulle circostante e sulle cause della morte della rockstar e che probabilmente non sapremo mai.

Sono già passati 27 anni dal giorno in cui, Kurt Cobain si è tolto la vita. 27 come gli anni che aveva al momento della sua morte e il suo nome va ad aggiungersi a una lunga lista di cantanti e musicisti – il cosiddetto club 27 degli artisti morti– che si sono spenti prematuramente, per una tragica coincidenza, proprio a quest’età. Per citarne alcuni: Brian JonesJimi HendrixJanis Joplin e Jim Morrison.

Antonella Paciolla (Liceo Classico D. Alighieri Latina Progetto Alternanza scuola lavoro)

                                                                                                                                                                                                          

                  

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