GOOGLE MAPS PROTEGGE L’ UCRAINA ELIMINANDO POSIZIONI PER POSSIBILI ATTACCHI BOMBE

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Google Maps ha iniziato a rimuovere le posizioni inviate dagli utenti all’interno dei confini di Russia, Ucraina e Bielorussia.

La società, ha spiegato un portavoce al sito a BuzzFeed News, sta rimuovendo anche nuovi contenuti come foto e informazioni commerciali “per cautela”.

La misura arriva in risposta alle lamentele sui social di utenti che accusavano Google Maps di ospitare contenuti e posizioni presumibilmente utilizzati per attacchi aerei su città come Kiev e Kharkiv.

“Per cautela, stiamo rimuovendo i contributi degli utenti come foto, video, recensioni e informazioni commerciali e tutti i luoghi inviati dagli utenti da Google Maps in Ucraina, Russia e Bielorussia dall’inizio dell’invasione e stiamo temporaneamente bloccando la pubblicazione di nuove modifiche “, ha detto il portavoce di Google dopo aver esaminato le segnalazioni.

Come sappiamo, questa funzione di Google Maps si serve dei dati anonimi del GPS, raccolti attraverso gli smartphone utilizzati. Lo scopo è quello di riuscire ad informare gli utenti costantemente, in tempo reale, sulla quantità di traffico presente sul proprio percorso e sulle condizioni della strada, eventuali lavori e rallentamenti, incidenti e altre informazioni di questo tipo. L’applicazione si serve di linee verdi, gialle e rosse a seconda dell’intensità delle code, in modo che gli automobilisti possano capire immediatamente, a colpo d’occhio, com’è la situazione reale e la presenza di eventuali congestioni stradali.

Gli esperti hanno spiegato che questa tipologia di informazioni, innocue oltre che molto comode nella vita di tutti i giorni, durante un conflitto invece possono essere ‘pericolose’, perché possono offrire dei dati utili sull’andamento di un’invasione via terra. Ed è infatti proprio quello che è successo la scorsa settimana, quando il dottor Jeffrey Lewis, esperto di intelligence open source, ha pubblicato su Twitter un post che presentava le immagini riprese dall’app di un ingorgo sulla strada che da Belgorod, in Russia, arriva al confine ucraino. Una fotografia che era possibile quindi vedere ancor prima che l’invasione russa fosse iniziata in maniera ufficiale.

E infatti lo stesso Lewis ha dichiarato: “Penso che siamo stati i primi a vedere l’invasione. E l’abbiamo visto in un’app per il traffico”. I dati, secondo l’esperto, non provenivano dai telefoni dai soldati, ma dai veicoli militari. Lewis ha spiegato: “Il lavoro precedente ci aveva già fatto scoprire la presenza di un’enorme unità corazzata russa appostata, e così, quando abbiamo visto l’enorme ingorgo stradale, abbiamo immediatamente compreso che era causato dai mezzi militari che si erano messi in viaggio”.

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