DRAGHI: ENERGIA, AGROALIMENTARE, AIUTI ALLE IMPRESE E ALLE FAMIGLIE

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Diversificazione, nucleare, gas e rinnovabili: il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dettato la nuova agenda italiana ed europea

L’agenda del governo è scandita in quattro punti: diminuire l’import di gas dalla Russia “che è aumentato anche dopo l’annessione della Crimea” nel 2014 segno che c’è stata sottovalutazione nelle politiche energetiche ma anche in politica estera”; diversificare le fonti per l’approvvigionamento di energia e per l’agroalimentare;  ridurre i consumi di energia; aiutare le imprese e le famiglie. Per i primi due trimestri del 2022 “sono già  stati stanziati 16 miliardi”. Ma non bastano. “Dobbiamo muoverci con rapidità e decisione per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle nostre imprese. Forse è anche il caso di dire la sopravvivenza delle nostre imprese”.

Diversificare le forniture

La cura non può essere immediata ma è iniziata. Consiste nella diversificazione delle forniture per sostituire i 29 miliardi di metri cui che sono l’import annuale di gas dalla Russia; aumentare il contributo delle fonti rinnovabili che “resta l’unica strategia fondamentale nel lungo periodo”. E poi “aumentare la produzione nazionale di gas”, con la prospettiva di raggiungere una quota di produzione interna di 5 miliardi di metri cubi (ora siamo a 2,5; vent’anni fa eravamo a 20 miliardi di mc estratti). L’incremento avverrà sfruttando le concessioni esistenti “per il periodo 2022-2031”. I nuovi volumi di gas saranno offerti alle industrie e alle piccole e medie e imprese. E poi stoccaggio entro il prossimo autunno (con l’obiettivo di arrivare al 90% della capacità). Far funzionare a pieno regime i gassificatori esistenti, installarne di nuovi, mobili e galleggianti. Soprattutto serve “una vera semplificazione burocratica”. Draghi è stato su questo punto tranchant: “Se non superiamo il grosso ostacolo dei procedimenti autorizzativi, non andiamo da nessuna parte”. Messaggio per chi tra sovrintendenze, ministeri ed enti locali ha finora rallentato la transizione energetica che “adesso deve assolutamente accelerare”perchè era e resta il nostro obiettivo. 

Apertura al reattore nucleare entro il 2028

“Per quanto riguarda il nucleare l’impegno tecnico ed economico è concentrato sulla fusione a confinamento magnetico che attualmente è l’unica via possibile per realizzare reattori commerciali in grado di fornire energia elettrica in modo economico e sostenibile. La strategia europea sulle strategie da fusione è sviluppata dal consorzio Eurofusion che gestisce fondi Euratom pari a 500 mln di euro tra il 2021 e il 2025. Il consorzio prevede l’entrata in funzione del primo prototipo del primo reattore a fusione nel 2025-2028 . L’Italia è presente con università e ricerca sotto il coordinamento dell’Enea. Negli ultimi anni sta prendendo vigore soprattutto negli Usa e in Gb lo studio di reattori in cui il contenimento del plasma viene ottenuto attraverso campi magnetici. Noi continuiamo a seguire e sostenere questi sviluppi nell’ambito di una strategia energetica che punta a garantire la nostra sicurezza energetica”, ha concluso Draghi.

Una nuova agenda europea

Per quel “di più” che serve a famiglie ed imprese – e quindi per uno scostamento di bilancio – se ne riparlerà tra un mese quando il governo dovrà presentare il Documento economico finanziario. Una cosa è chiara: “Noi – ha detto Draghi – continueremo a sostenere il nostro sistema produttivo”. Il tema sono gli strumenti. E qui l’Italia non può fare da sola. 

“E’ chiaro – ha aggiunto – che molte delle regole che ci hanno accompagnato negli ultimi anni oggi devono essere rilette e riviste”. Patto di stabilità, aiuti di Stato, regolamenti comunitari in ambito agricolo,  “tutto ciò che oggi impedisce una risposta rapida all’emergenza va rapidamente rivisto”.

L’Europa ha mostrato “un’unità di intenti e di azioni che è indispensabile mantenere e che ci vede in prima linea” ma quella attuale è una “crisi europea”  che deve essere affrontata con una “risposta” in ambito comunitario. “La sovranità europea – ha detto nel question time – deve esprimersi anche in campo energetico, ne va della nostra sicurezza e della nostra libertà, non può esserci autonomia strategica senza una strategia ambiziosa anche sull’energia”. In concreto, Draghi chiederà alla commissione Ue “misure per affrontare l’emergenza del prezzo dell’energia”. E anche misure per l’agricoltura e l’agroalimentare punito dall’aumento di grano e frumento e prodotti per le coltivazioni.

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