Agricoltura: ambientalisti, deludente bozza Piano per la PAC

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Molta “delusione” da parte delle Associazioni ambientaliste, animaliste e dell’agricoltura biologica presenti ieri all’incontro con il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, dedicato alla revisione della bozza del Piano Strategico Nazionale della PAC (Politica Agricola Comune).

Informazioni sulle modifiche previste alla bozza del PSP dopo le osservazioni critiche inviate dalla Commissione UE; possibilità che il Ministro riveda la sua posizione favorevole alle deroghe delle due norme ambientali della Condizionalità della PAC (rotazioni e aree naturali); impegno a sostenere le proposte della Commissione UE sui Regolamenti per il ripristino della natura, per la riduzione dell’uso dei pesticidi e per l’avvio di una vera transizione dell’attuale modello di zootecnia intensiva. E’ questo ciò che le 17 Associazioni hanno chiesto a Patuanelli, durante l’incontro di ieri.

“Su tutto questo il ministro Patuanelli non ha assunto impegni concreti, sottolineando la sua preoccupazione per le prevedibili reazioni critiche delle Associazioni agricole e dei settori produttivi dell’agricoltura nazionale, con il rischio di una ‘gogna’ mediatica per lui politicamente non sostenibile, nel caso in cui l’Italia si fosse opposta alle deroghe” scrivono in una nota le 17 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che rappresentano un’alleanza tra la Coalizione ‘#CambiamoAgricoltura’ – dal WWF a Slow Food e altre 12 – fino ad associazioni come Greenpeace, Terra! e AnimalEquality.

“Di fronte alle gravissime crisi ambientali a cui i nostri sistemi produttivi e i nostri stili di vita si trovano a far fronte, questa difesa di interessi economici particolari appare oltremodo inopportuna”, sottolineano.

Tutto rimandato a settembre: 100 giorni per decidere bene

“Il ministro ha annunciato – prosegue il comunicato – che a causa del ritardo con cui è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per la ripartizione dei fondi per lo Sviluppo Rurale, la scadenza di fine luglio per l’invio della nuova versione del PSP non potrà essere rispettata. Tutto rinviato a settembre quindi e questo consentirà la convocazione di due riunioni del Tavolo di partenariato, di cui una sarà dedicata agli interventi previsti dal PSP per lo Sviluppo Rurale. Il Ministro ha invece accolto la richiesta per una riunione del Tavolo di partenariato da dedicare al monitoraggio dell’attuazione del PSP”.

“Restano quindi 100 giorni per prendere le decisioni necessarie per introdurre nel documento di programmazione della nuova PAC le modifiche sostanziali richieste anche dalla Commissione UE e delle azioni concrete per una decisa transizione ecologica del nostro modello agricolo, che la siccità e la crisi climatica in corso ci impongono con urgenza”.

Per un cambio di rotta -è il commento della rete ambientalista – serve però il senso di responsabilità e il necessario coraggio politico che oggi sembrano mancare al ministro Patuanelli”.

Passi in avanti per l’agricoltura bio ma il futuro dell’agricoltura italiana è a rischio

“Riconosciamo l’importante passo avanti fatto per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, che adesso richiede l’attenzione e l’impegno necessari per fare crescere insieme alla conversione dei terreni anche i consumi dei prodotti certificati Bio da parte delle persone e la necessaria assistenza tecnica alle aziende agricole”, hanno sottolineato le 17 associazioni. “Questo indiscutibile impegno per lo sviluppo dell’agricoltura biologica da solo non è però sufficiente per rispondere alle crisi ambientali globali che minacciano il futuro della stessa agricoltura italiana che, se non saprà rafforzare le misure ambientali anche come strumento di resilienza, passerà da una crisi all’altra come già sta avvenendo”.

“Anche per quanto riguarda la redistribuzione dei pagamenti diretti, tema su cui Bruxelles ha sottolineato le criticità nelle sue osservazioni, l’Italia non è intenzionata a fare di più. Un fatto preoccupante, che ignora le informazioni diffuse dall’Istat pochi giorni fa. Secondo il nuovo censimento sull’agricoltura, negli ultimi vent’anni sono scomparse metà delle aziende agricole italiane, quasi tutte realtà di piccola e media dimensione. Proprio quelle che andrebbero sostenute ridistribuendo verso il basso i sostegni al reddito garantiti dalla PAC. Invece, anche con questa programmazione, verranno premiate soprattutto aziende di grandi dimensioni, facendo poco o nulla per arrestare il crollo dell’agricoltura familiare, oltre che dei presidi di biodiversità ed economia locale ad essa connessi”.

Occorre un’adeguata revisione del PSP per una PAC in linea con i regolamenti Europei

“Serve – concludono – una adeguata revisione del PSP coerente con tutti gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030, per rendere il documento di programmazione della nuova PAC uno strumento coerente anche con le proposte dei Regolamenti presentate dalla Commissione UE il 22 giugno scorso sul ripristino della natura e la riduzione dell’uso dei pesticidi, che renderanno vincolanti per gli Stati membri alcuni importanti obiettivi delle due Strategie del Green Deal europeo”.

“Il nostro giudizio finale sul PSP dipenderà da queste ultime decisioni e da quante e quali proposte di modifica saranno introdotte nella versione finale del documento di programmazione della nuova PAC”, concludono le 17 Associazioni.

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