UNA STELLA DESTINATA A BRILLARE: cosa si cela dietro la sua morte?

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Era l’ 11 febbraio 2012, un giorno drammatico per il mondo dello spettacolo e non solo, giorno in cui morì una grande stella, Whitney Houston, o più frequentemente ricordata come “The Voice”, soprannome che le è stato attribuito da Oprah Winfrey. Come si dice “non è tutto oro quel che luccica”, erano molti gli scheletri nell’armadio dietro a quella vita apparentemente perfetta, vita che probabilmente chiunque desidererebbe, si, ma di sicuro non dopo essere venuto a conoscenza della vera realtà, quella al di fuori dei riflettori. Rapporti malati, conflitti familiari, forte dipendenza da droghe, depressione e ansia, cose che con il tempo hanno portato Whitney al suo crollo, alla sua fine.     

(Photo by Chris Polk/FilmMagic)

A poche ore dalla partecipazione di un evento che anticipava i Grammy Awards, la cantante è stata ritrovata, dalla sua assistente. annegata nella vasca da bagno, ancora bollente, del Beverly Hilton di Los Angeles. Grazie al rapporto definitivo di oltre quaranta pagine del coroner di Los Angeles sono emersi svariati dettagli sul caso: sappiamo che gli investigatori hanno scoperto nel bagno  tracce di cocaina, un cucchiaio, un fazzoletto arrotolato, uno specchio vicino al corpo di Whitney, oltre a residui di marijuana nel suo corpo. L’annegamento, definito “accidentale”, è stato dunque dovuto agli effetti dell’uso di cocaina, la quale ha portato anche alla perforazione del naso e a un accumulazione di sangue, e dell’aterosclerosi, una malattia infiammatoria cronica che colpisce le arterie.

L’abuso di droga risulta, così, quasi l’unica via d’uscita da questa vita disastrosa e piena di finzioni.

Bobby Brown, l’ex marito di Whitney, colui che si era rivelato il grande ostacolo nel percorso della cantante, «Era la mia droga» questo disse in un’intervista nel 2009, l’ha distolta da quello che era il suo vero e unico obiettivo, infliggendole anche violenze fisiche e psicologiche. Questo, nel corso del talk show statunitense “Red Table Talk”, avanzò pesanti accuse contro Nick Gordon, al tempo fidanzato di Bobbi Kristina (figlia di Whitney e Bobby) e morto nel gennaio del 2020 a causa di un’overdose. Secondo Brown sarebbe lui il responsabile per la morte di Whitney oltre ad essere addirittura colpevole anche per quella di Bobbi Kristina, mancata tre anni dopo la madre sempre in simili circostanze.  

(Photo by Frank Mullen/WireImage)

Brown ha rivelato: «Gordon era l’unico presente in entrambe le situazioni con la mia ex moglie e mia figlia e tutte due sono morte nello stesso modo. Stava sempre con loro. Penso sia stato lui a dargli le droghe».

Nonostante si voglia trovare un vero colpevole per una così grande tragedia che ha coinvolto il mondo intero, sappiamo con certezza che la reale causa fu un annegamento a seguito di assunzione di sostanze stupefacenti da parte di Whitney e non di terzi. Va comunque detto che Nick Gordon fu davvero condannato, nel 2016, responsabile della morte di Bobbi Kristina: le aveva servito un cocktail a base di alcol, droghe e farmaci e la ragazza, a causa del letale mix, svenne nella vasca da bagno, ed entrata acqua nei polmoni sprofondò in un coma mortale.

Whitney Houston resterà per sempre una stella destinata a brillare, nessuno riuscirà mai a spegnere la sua luce; la sua voce unica scalderà tutti noi ancora per molto tempo.

Ludovica Battistol (Liceo Classico D. Alighieri Latina Progetto Alternanza scuola lavoro)

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