OGGI I NUOVI NEGOZIATI TRA RUSSIA ED UCRAINA

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La delegazione Russa è arrivata sul luogo dei negoziati. L’Italia nella lista dei Paesi ostili approvata da Mosca.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, la delegazione di Mosca è arrivata in Bielorussia nel luogo dove si terrà il nuovo round di negoziati con Kiev.

Altra importante novità sul fronte della crisi e la disponibilità a mediare da parte della Cina per riportare la pace. Disponibilità avanzata dal ministro degli Esteri di Pechino Wang Yi che ha chiesto oggi di evitare una crisi umanitaria su larga scala in Ucraina, pur sottolineando come l’amicizia tra Mosca e la Cina sia ‘solida come una roccia’.

Tutta la Ue è nella Black List

Il governo russo ha approvato oggi una lista di “Paesi ostili”, per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro Mosca nella quale compare anche l’Italia in quanto Paese europeo. Lo riferisce la Tass. La lista comprende tra gli altri gli Usa, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che ovviamente la stessa Ucraina. Ma anche l’Islanda, il Canada, il Liechtenstein, Monaco, la Norvegia, San Marino, Singapore, Taiwan, Montenegro.

Aperti i corridoi umanitari ma Kiev li rifiuta

“Un cessate il fuoco è stato dichiarato dalle 10 di stamane, ora di Mosca, e sono stati aperti sei corridoi umanitari, di cui uno da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava (Ucraina centrale)”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov.

I civili, sottolineano i media internazionali, vengono dunque portati anche in Russia e Bielorussia, “Paese alleato di Mosca” e per questo vengono rifiutati da Kiev.

“Se la situazione peggiora è necessario introdurre nuove sanzioni” alla Russia. Lo ha detto il premier ucraino Volodymir Zelensky in un video pubblicato sui suoi canali social. Fra questo secondo Zelensky ci dovrebbe essere “l’embargo” sul petrolio russo.

Incontro Draghi – Von der Leyen per nuove sanzioni

“L’Ue ha dato prova di straordinaria unità. Siamo uniti nel rispondere all’appello del presidente Zelensky che ci ha chiesto aiuti finanziari, umanitari e militari. Questa unità è la nostra principale forza ed è essenziale mantenerla” in aspetti come “l’accoglienza” degli ucraini e “la tutela energetica” di cittadini e imprese.

“L’Italia è al lavoro per ridurre in tempi rapidi la sua dipendenza dal gas russo. Sabato ho sentito al telefono l’emiro del Qatar, Al Thani, con cui ho discusso in particolare di come rafforzare la cooperazione energetica tra i nostri Paesi. Voglio ringraziare il ministro Cingolani – che è qui con me oggi – e il ministro Di Maio per il loro impegno su questo fronte”.

Lo dice il premier italiano Mario Draghi nella dichiarazione congiunta con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen prima del loro incontro a Bruxelles. Sul tavolo una nuova tornata di sanzioni alla Russia.

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