RUSSIA-UCRAINA: NEGOZIATI PIU’ REALISTICI

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Passi avanti verso un accordo tra Russia ed Ucraina, lo status neutrale di Kiev viene seriamente considerato da Mosca. Ieri, intanto, la Commissione Europea ha approvato il quarto pacchetto di sanzioni verso Mosca

“I negoziati con l’Ucraina non sono facili, ma c’è la possibilità di un compromesso“, afferma il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass. “Mi baso sulle valutazioni fornite dai nostri negoziatori, i quali dicono che i negoziati non stanno andando bene per ovvi motivi, ma che c’è comunque un margine di speranza di raggiungere un compromesso”, osserva.  Lavrov ribadisce che per la Russia i punti chiave nella trattativa con Kiev sono la sicurezza delle popolazioni russofone nell’est dell’Ucraina e la sua smilitarizzazione. Ma, parlando con il gruppo dei media russo Rbs, rilanciato da Reuters su Twitter, spiega anche che “l’uso della lingua russa e la libertà di espressione sono importanti”. Per il ministro, alcune formulazioni di un accordo con l’Ucraina sono “vicine” a un’intesa, mentre lo status neutrale per Kiev viene “seriamente considerato”.

Una “neutralità sul modello svedese o austriaco” che include quindi “il mantenimento di proprie forze armate” è stata avanzata come proposta dall’Ucraina nel corso delle negoziazioni con la Russia. A riferirlo è il capo delegazione russa ai colloqui, Vladimir Medinsky, citato dall’agenzia Ria Novosti.

Questa opzione suggerita dall’Ucraina andrebbe parzialmente incontro a una delle richieste fatte dalla Russia per mettere fine all’offensiva militare lanciata quasi tre settimane fa, ovvero l’inserimento del principio di neutralità nella Costituzione ucraina con la contemporanea e definitiva rinuncia a fare ingresso nella Nato.

I colloqui con la Russia continuano e sembrano ora “più realistici”. A dichiararlo è il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso pronunciato a notte fonda, riportato dai media. “Tutte le guerre terminano con un accordo”, osserva ricordando come i negoziati fra le delegazioni di Mosca e di Kiev in corso siano “difficili”, ma “di fondamentale importanza”. “E mi dicono che le posizioni ai colloqui ora suonano più realistiche”, spiega e “c’è sicuramente spazio per compromessi. Abbiamo comunque bisogno di tempo perché le decisioni da prendere siano nell’interesse dell’Ucraina”, conclude.

Cosa prevedono le nuove sanzioni approvate dall’Europa

La Commissione europea ha accolto la proposta del Consiglio Ue sull’adozione di un quarto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia, in risposta all’operazione militare lanciata in Ucraina. Vietate dunque tutte le transazioni con alcune imprese statali e previste delle restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie per l’industria della difesa, per quella energetica e per la sicurezza.

Confermata poi l’ipotesi di sospensione della Russia come “nazione favorita” in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto/Omc). Un embargo dell’Ue sulle importazioni di prodotti siderurgici, attualmente soggetti a misure di salvaguardia, permetterà di togliere alla Russia circa 3,3 miliardi di euro di proventi.

Colpita anche l’élite: approvato il divieto europeo di esportazione di beni di lusso, come automobili e gioielli, e ampliato l’elenco delle persone ed entità sanzionate, al fine di includere un maggior numero di oligarchi legati al Cremlino. “Accolgo con favore la rapida adozione da parte degli Stati membri dell’Unione europea del quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Questo paralizzerà ulteriormente la capacità di Putin di finanziare questa guerra ingiustificata. L’Ue e i suoi partner continueranno a esercitare pressioni sul Cremlino fino a quando non fermerà l’invasione dell’Ucraina”, ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a seguito dell’approvazione del nuovo pacchetto di sanzioni.

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