L’UE lancia il piano che mira ad allungare la vita degli smartphone

504

L’UE propone un nuovo regolamento per garantire agli utenti l’aggiornamento del software e la disponibilità dei pezzi di ricambio di smartphone e tablet

Nell’ambito dei suoi sforzi per rendere l’elettronica di consumo (compresi gli smartphone) più sicura, riparabile ed eco compatibile, la Commissione Europea ha proposto una bozza di normativa, in vista di una nuova regolamentazione definitiva attesa entro fine anno.

Le proposte incluse nella bozza – che sarà in consultazione tra il Consiglio d’Europa e il Parlamento europeo fino al 28 settembre – sono molteplici e puntano sia a migliorare il rendimento dei dispositivi sul lungo periodo che a garantire ai consumatori di poter facilmente riparare i propri cellulari in caso di malfunzionamento.

Innanzitutto, spetterà ai produttori di telefoni cellulari fornire i pezzi di ricambio come batterie, cover, schermo, foto e videocamera, microfoni, ingressi audio e per la ricarica, connettori per schede di memoria e altre componenti meccaniche ed elettroniche. I produttori di smartphone, dunque, dovranno garantire pezzi di ricambio per almeno 15 componenti degli smartphone per almeno cinque anni dalla data di introduzione sul mercato.

In secondo luogo, le batterie dovranno sopravvivere almeno 500 cariche complete senza deteriorarsi al di sotto dell’83% della loro capacità di carica. Infine, è prevista un’etichetta energetica – come già accade per esempio per le lavatrici e altri elettrodomestici – che indichi chiaramente la durata del ciclo di vita del dispositivo e il livello di resistenza alle cadute. 

Con l’economia circolare degli smartphone si risparmierebbero emissioni per 10 milioni di tonnellate di CO2

Secondo la Commissione, che guarda anche a tablet e altri dispositivi tecnologici, se l’hardware degli smartphone fosse reso più riparabile e riciclabile, si ridurrebbe di un terzo il consumo energetico associato alla loro produzione e al loro uso.

Secondo uno studio dell’Ufficio europeo per l’ambiente, un organismo non governativo, estendere di cinque anni il ciclo di vita di tutti gli smartphone nell’Ue permetterebbe di risparmiare emissioni per circa 10 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un confronto, equivarrebbe a togliere 5 milioni di automobili dalla strada.

“Stiamo supportando i consumatori che desiderano scegliere sempre più prodotti che durano più a lungo e possono essere riparati. Dobbiamo garantire che il loro impegno non sia ostacolato da informazioni fuorvianti. Con questa proposta stiamo fornendo loro nuovi strumenti forti per fare scelte informate e aumentare la sostenibilità dei prodotti e della nostra economia”, ha rivendicato la vicepresidente per i Valori e la Trasparenza, Věra Jourová.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che tu sia d'accordo, ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri. Accetta Leggi